"Cara, vecchia tavoletta, non ti riconosco più"

La storia della cioccolateria De Bondt inizia quindici anni fa, quando ancora il cioccolato era suddiviso unicamente in tre classi: latte, bianco e fondente.
Paul De Bondt e Cecilia Iacobelli sono stati i precursori, in Italia, di una nuova visione: entrambi appassionati di cibo nel 1993 decisero di dedicarsi in toto al cioccolato interpretato alla francese ovvero rivisitato, arricchito, modellato e reso unico in ogni sua espressione.


Il rinascimento del cioccolato dagli anni '90

Hanno iniziato in un piccolo laboratorio adibito anche a vendita nel centro storico di Pisa: le prime creazioni furono Le Stecche, quelle che ancora oggi portano la firma inconfondibile De Bondt. Fu proprio questa produzione a scandire il loro successo, apprezzata sia per l'innovazione che per la capacità di capovolgere gli stereotipi: tavolette dalla forma stravagante per il tempo, rettangolari ma strette e lunghe ed arricchite di frutta secca sulla superficie.
Lo stile De Bondt oggi risulta essenziale ma ricco di dettagli: la Cioccolata In Tazza è riposta in un tubo di alluminio, Le Variazioni, ovvero cioccolatini dalla diversa percentuale di cacao, confezionati insieme diventano una lunga sequenza di colori, come fossero acquarelli, dal lilla al rosso acceso. Da segnalare nella gamma Le Tavolette Aromatizzate quelle ai tre peperoncini: così scopriamo il fondente con le tipologie messicane Habanero e Jalapegno affumicato e con il nostrano Diavolillo.
Ultimo entrato nella casa De Bondt il peperoncino dei monaci di Siloe in Provincia di Grosseto. La produzione tocca oggi le 40 tonnellate annue per 500 tipi di lavorazioni differenti, e può contare su uno staff di sette persone: sei lavorano nel laboratorio che è anche punto vendita, a pochi chilometri da Pisa, mentre un'altra è addetta al negozio principale, a poche centinaia di metri da Piazza dei Miracoli.