"Il lato "d" del Salone"
Tratto dall'articolo di Gigi Padovani su La Stampa del 21 ottobre scorso: "Il lato 'd' del Salone. Come trovare dolci, mieli, cioccolato, biscotti... non facile ma non impossibile"; l'articolo è dedicato ovviamente al Salone del gusto di Torino, al quale abbiamo partecipato anche nel 2010. È stato ovviamente un onore essere citati da Gigi Padovani nel suo articolo!
Trionfi di prosciutti, banchi pieni di salami e soppressate, tartine al pesto o taglieri di caciotte d'ogni tipo: il Salone del gusto che si è aperto stamattina è un grande bazar del cibo di qualità, soprattutto... salato. Da sempre del resto Slow Food ha una predilezione spiccata per vino e prodotti salati, mentre il "lato d" è un po' meno facile da trovare, nella babele di espositori, stand e appuntamenti. [...]
Passeggiando verso il "mercato" italiano la scoperta dei prodotti diventa un viaggio goloso attraverso le regioni. Così in Sicilia, in fondo al padiglione 3, si trovano i mitici pistacchi di Bronte. Il raccolto è ogni due anni e nel 2010 non doveva esserci - è sempre nelle annate dispari, per non stressare le piante -, ma invece quest'anno è stato effettuato in settembre per una piccola parte, circa 10 mila quintali invece dei 30 mila soliti.
Al Salone si trovano, nello stand del Presidio Slow Food, gli autentici pistacchi verdi di Bronte che il piemontese Mattia Pariani usa per fare il suo nuovo olio brillante (ottimo da usare su carni o in pasticceria) o il cioccolatiere pisano Paul De Bondt adopera per tavolette golossime e colorate con frutta secca. Il pistacchio raccolto a mano ai piedi dell'Etna costa, sgusciato, vale circa 40 euro al chilogrammo (il doppio di quello turco o iraniano) e ha un bel color verde brillante. Nello stand, in sacchetti da 200 grammi, costa 10 euro.I cioccolatieri toscani sono presenti con la "Tavoletta di Pisa" (100 grammi 7 euro), con i pinoli del parco naturale di San Rossore e scaglie di caramello, creata dal Paul e Cecilia De Bondt come richiamo a un dolce tipico della città dove lavorano. [...]



